Plinio il Vecchio, Naturalis historia

  • A. 1456 (San Daniele); membr.; mm 440 × 245; ff. 428
  • Paris, Bibliothèque Nationale, Par. lat. 9325

Questo codice di Plinio, copiato da Battista da Cingoli per Guarnerio, finì a Parigi al seguito dell’armata napoleonica.

La Naturalis historia è un trattato enciclopedico costituito di trentasette libri, che ha per principale oggetto la storia naturale e abbraccia le più diverse tematiche: partendo dall’astronomia e metereologia (secondo libro), percorre discipline quali la geografia, la zoologia, la medicina, per giungere in fine alla trattazione della mineralogia (ultimo libro). Per la complessità e vastità della sua opera Plinio fu considerato sommo filosofo, ma anche sommo scrittore, e l’alta considerazione in cui fu tenuto dagli umanisti è provata dalla sottoscrizione apposta da Battista da Cingoli a questo codice, che fu probabilmente ispirata, se non dettata, dallo stesso Guarnerio, e che può essere così tradotta: «Gaio Plinio Secondo, insigne filosofo e oratore, ci lasciò questo volume della storia naturale, bellissimo e non meno vario della natura stessa, quasi come un monumento del suo ingegno e della sua erudizione straordinaria; e il volume fu copiato da Battista da Cingoli, con lettere, come potete osservare, eleganti e corrette, per disposizione dell’ottimo e umanissimo padre Guarnerio d’Artegna, pievano di San Daniele. Il due settembre 1456». L’attuale manoscritto parigino compare nell’Inventario della libreria di Guarnerio datato 1461, dove corrisponde al nr 76; fu trafugato dalle armate dei francesi, insieme ad altri otto codici guarneriani, nel 1797, e confluì quindi nel fondo latino della Bibliothèque Nationale. Riccamente ornata l’iniziale dell’epistola nuncupatoria al f. 4r, impreziosita dal disegno di cinque putti, di un pavone e due farfalle; nel margine inferiore lo stemma di Guarnerio.

 

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