Cronologia storica

La storia dei codici circolanti nel Medioevo in Friuli si intreccia con quella del patriarcato.

Anno 500 circa. Testimone privilegiato delle origini del cristianesimo aquileiese è un codice dei vangeli, scritto attorno all’anno 500 e conosciuto come Evangeliarium Foroiuliense, che in età carolingia era conservato presso la basilica dei martiri Canziani nei pressi di Aquileia. Attualmente il codice, privo del vangelo di Marco, è conservato presso il Museo Archeologico Nazionale di Cividale del Friuli (Museo Archeologico Nazionale, Archivi e Biblioteche, cod. CXXXVIII). Attorno al vangelo di Marco, che nel XII secolo era stato estrapolato dal resto del codice, si costruì la leggenda ben presto diffusa in tutto l’Occidente cristiano che si trattava dell’autografo composto dallo stesso evangelista ad Aquileia nel corso della sua predicazione. L’inventario trecentesco della cattedrale aquileiese ricorda infatti al primo posto il «liber beati Marci evangeliste, quem propria manu scripsit». Due fascicoli di questo vangelo furono donati nel 1354 dal patriarca Nicolò di Lussemburgo all’imperatore Carlo IV e sono ancora conservati a Praga (Praga, Archiv Pražského hradu [Knihovna Metropolitní Kapitoly], Cim. 1); il resto fu portato a Venezia come bottino di guerra nel 1420 dall’esercito che aveva conquistato il Friuli (Venezia, Basilica di San Marco, Tesoro, 98).

554. L’imperatore Giustiniano, affermato il dominio bizantino sull’Italia con la fine della guerra greco-gotica, estende la legislazione imperiale alla penisola. Un’articolata collezione di testi giuridici romano-giustinianei, comprendente l’Epitome Iuliani, è conservata in un codice del sec. IX proveniente da Udine e ora a Lipsia (Lepzig, Universitätsbibliothek Albertina, Haenel 8 e 9).

568. Ingresso dei Longobardi in Italia e fondazione del ducato del Friuli. La storia del popolo longobardo dalle sue mitiche origini scandinave fino alla morte di Liutprando (744) è narrata da Paolo Diacono nell’Historia Langobardorum. È particolarmente significativo che proprio nella città di Paolo Diacono possa essere stata copiata, a pochi decenni dalla sua composizione, quella tra le sue opere che in Friuli suscitò maggiore interesse (Cividale, Museo Archeologico Nazionale, cod, XXVIII). Un altro codice dell’Historia Langobardorum, proveniente da Cividale, è conservato presso la Biblioteca Apostolica Vaticana (Vat. Lat. 11256).

737. Il patriarca di Aquileia Callisto trasferisce la sede del patriarcato a Cividale. Nello stesso anno Ratchis diventa duca del Friuli. Si inaugura così per Cividale un periodo di particolare splendore dal punto di vista artistico e culturale. Anche se mancano prove dirette di uno scriptorium attivo in città, la possibilità che l’evangeliario Rehdigerano (Berlin, Staatsbibliothek – Preußischer Kulturbesitz, Depot. Breslau 5 [Rehd. 169]) sia stato realizzato nella città friulana è un’ipotesi che non può essere scartata. Si tratta di un codice che nel Quattrocento era ancora conservato ad Aquileia. Il Capitulare Evangeliorum, aggiunto in una corsiva precarolina coeva o di poco più tarda al testo dei vangeli, permette di ricostruire la parte più considerevole dell’anno liturgico, celebrato dalla Chiesa aquileiese in età altomedievale.

776. Carlo Magno sopprime la rivolta di Rotgaudo, ultimo duca longobardo del Friuli. Inizia così l’età carolingia in questa regione. La Storia dei Longobardi, qui rappresentata da due codici di provenienza cividalese ricordati in precedenza (Cividale, Museo Archeologico Nazionale, cod, XXVIII; Vat. Lat. 11256), sarebbe stata scritta da Paolo Diacono all’indomani (o durante, secondo alcuni) del suo soggiorno in Francia per far conoscere e accettare ai conquistatori il valore della cultura e dell’esperienza storica della sua gente. La sezione III raccoglie altre testimonianze librarie intere o frammentarie dell’età carolingia in Friuli. Tra di esse dai margini di un Commento di san Girolamo alle epistole di Paolo affiorano i nomi di due patriarchi: Valperto, patriarca di Aquileia tra 874 e 900 circa e Lupo II, in carica tra il 940 e il 948-949 (Paris, Bibliothèque Nationale, lat. 953).

836. Everardo, il nobile franco cognato di Carlo il Calvo, sale al governo del ducato del Friuli, divenuto in seguito marchesato. Dalla biblioteca di Everardo proviene un celeberrimo Salterio ora conservato presso la Biblioteca Apostolica Vaticana (Reg. lat. 11).

899. Inizio delle invasioni ungare che devasteranno il Friuli per circa un secolo, segnando una netta cesura con il periodo precedente anche per quanto riguarda la conservazione di documenti e libri manoscritti.

1019. Il 19 luglio muore Giovanni IV, patriarca di Aquileia. Giovanni è il primo di una serie dei patriarchi aquileiesi ricordati in un Sacramentario prodotto in quegli stessi anni a Reichenau e ben presto arrivato ad Aquileia (Oxford, Bodleian Library, Canon. Lit. 319). Il Sacramentario fa memoria anche di Poppone degli Ottocari (28. IX.1042), Goteboldo (27.XII.1062), Ravengerio (18.II.1068), Sigeardo (12.VII.1077).

1019-1042. Patriarcato del bavarese Poppone degli Ottocari. Poppone è uno dei principali realizzatori della politica ottoniana in Italia. Nel 1020 egli seguì papa Benedetto VIII in Germania e soggiornò anche a Fulda, dove forse si procurò i due manoscritti un tempo in uso nella cattedrale di Aquileia e ora conservati a Udine: l’Evangelistario e il Sacramentario fuldensi (Udine, Archivio Capitolare, codd. 1 e 2). L’Evangelistario dovette assumere un ruolo importante, dal momento che su quel libro i vescovi suffraganei della provincia aquileiese giuravano fedeltà al patriarca.

1031 luglio 13, Aquileia. Consacrazione della Cattedrale ad opera del patriarca Poppone. Il patriarca è raffigurato nell’abside assieme all’imperatrice Gisella, all’imperatore Corrado II e al figlio Enrico III.

1042 settembre 28, Aquileia. Muore improvvisamente il patriarca Poppone. Memoria della sua morte si conserva anche nel Sacramentario di Reichenau in uso ad Aquileia nell’XI secolo (Oxford, Bodleian Library Canon. Lit. 319).

1060 circa, Rosazzo. Fondazione dell’abbazia. Il cod. 73 della Biblioteca Patriarcale di Udine, un Salterio-innario dell’XI secolo scritto a San Paolo di Lavant e passato in uso a Rosazzo, attesta la comune origine delle due abbazie e il rapporto di entrambe con la famiglia Spanheim futuri duchi di Carinzia.

1068. Elezione del patriarca Sigeardo dei Sigardinghi († 1077). Nel Sacramentario di Oxford, proveniente da Aquileia (Oxford, Bodleian Library, Canon. Lit. 319), il patriarca è ricordato assieme ad alcuni membri della famiglia.

1077 aprile 1 (?), Pavia. Enrico IV concede al patriarca Sigeardo, in premio della sua fedeltà, e alla chiesa aquileiese la contea del Friuli.

1086. L’imperatore Enrico IV nomina Ulrico di Eppenstein, della famiglia dei duchi di Carinzia, patriarca di Aquileia.

1099 luglio 15. Conquista del Santo Sepolcro di Gerusalemme da parte dei Crociati guidati da Goffredo di Buglione e da Raimondo conte di Tolosa. L’avvenimento è ricordato in una nota a margine della Bibbia atlantica di Cividale del Friuli (Cividale del Friuli, Museo Archeologico Nazionale, Archivi e Biblioteca, cod. I).

1119, Moggio. Consacrazione della chiesa abbaziale alla presenza del patriarca Ulrico di Eppenstein. Parte del fondo librario manoscritto proveniente dall’abbazia si conserva ora presso la Biblioteca Patriarcale di Udine; diversi altri manoscritti entrati nella collezione di Matteo Luigi Canonici furono acquistati in seguito dalla Bodleian Library di Oxford.

1121 dicembre 13. Morte di Ulrico di Eppenstein, patriarca di Aquileia.

1122-1129. Gerardo patriarca di Aquileia. Il suo nome compare nei margini della Bibbia atlantica di proprietà del Capitolo di Cividale (Cividale del Friuli, Museo Archeologico Nazionale, Archivi e Biblioteca, cod. I).

1131-1161. Pellegrino I di Povo Beseno, patriarca di Aquileia. Il suo nome compare in annotazioni a margine di diversi libri: in particolare nella Bibbia atlantica di San Daniele del Friuli, dove egli è menzionato come neo-eletto patriarca di Aquileia (San Daniele del Friuli, Biblioteca Civica Guarneriana, 1) e nella Bibbia atlantica di Cividale del Friuli (Cividale del Friuli, Museo Archeologico Nazionale, Archivi e Biblioteca, cod. I). Alcuni codici prodotti durante questi decenni attestano la presenza a Cividale di un centro di produzione libraria collegato alle scuole del Capitolo (Cividale del Friuli, Museo Archeologico Nazionale, Archivi e Biblioteca, codd. XXII, XXIII, LXVII).

1215, Aquisgrana. Federico II riceve la corona imperiale dai principi tedeschi.

1215-1216. Il canonico di Aquileia Tommasino da Cerchiara compone il suo poema in medioaltotedesco Der Wälsche Gast (L’ospite romanzo).

1216 circa, Admont. Dallo scriptorium dell’abbazia esce il Graduale che presto passerà in uso nell’abbazia friulana di Moggio (Oxford, Bodleian Library, Canon. Lit. 340).

1218. Bertoldo di Andechs-Merania († 1251), è eletto patriarca di Aquileia. Il lungo patriarcato di Bertoldo costituisce per la produzione artistica nelle terre del patriarcato un momento di particolare rilevanza. A lui si deve l’arrivo in Friuli di due codici miniati di straordinaria importanza: il Salterio di Egberto uscito dallo scriptorium di Reichenau (Cividale, Museo Archeologico Nazionale, CXXXVI) e il Salterio di santa Elisabetta prodotto a Reinhardsbrunn tra il 1201 e il 1208, che è uno dei primi Salteri di lusso realizzati per l’alta aristocrazia laica in ambito tedesco (Cividale, Museo Archeologico Nazionale, CXXXVII)

1220-1230 circa, Bologna. Attorno a questi anni è copiato il codice del Decretum Gratiani posseduto dal canonico cividalese Marsilio, attualmente conservato a Cividale del Friuli (Museo Archeologico Nazionale, Archivi e Biblioteca, cod. V). Si tratta di uno dei testi fondamentali del diritto canonico, presente negli inventari di diversi canonici di Aquileia, Cividale e Udine. A partire dagli ultimi decenni del XII secolo un numero sempre maggiore di chierici del patriarcato di Aquileia inizia a frequentare le grandi Università che si andavano costituendo: non solo Bologna, ma anche Parigi e Oxford. Lo documentano, tra l’altro, le numerose testimonianze, in molti casi frammentarie, dei testi universitari circolanti in Friuli nel basso medioevo.

1232, Aquileia. Federico II di Svevia, poeta e promotore della lirica cortese, si incontra con il figlio Enrico VII di Germania alla presenza del patriarca Bertoldo di Andechs-Merania. Uno spazio che si rivela essere insieme politico e letterario, data la plausibile presenza di poeti e minnesänger al seguito.

1234-1235, Aquileia. Una mano tedesca ricopia alla fine del Landfriede svevo un frammento della canzone d’amore Resplendiente stella de albur di Giacomino Pugliese (Zürich, Zentralbibliothek, C 88, f. Iv), da considerare come la più antica attestazione scritta della scuola poetica siciliana.

1250 dicembre 13. Morte di Federico II.

1251 maggio 23. Morte del patriarca Bertoldo di Andechs-Merania.

1252. Gregorio da Montelongo fa il suo ingresso nel patriarcato. La breve e tardiva stagione del provenzale in Friuli va di certo collegata alla figura di Gregorio di Montelongo, energico patriarca che dal suo arrivo ad Aquileia nel 1252 impone una svolta politica e culturale, guardando a Roma e alle istanze guelfe dopo due secoli di allineamento del patriarcato con il mondo tedesco ghibellino.

1269 settembre 8, Cividale. Muore il patriarca Gregorio di Montelongo.

1270, Cividale. Anonimo, [Planh] en mort d’En Joan de Cucanh. Una lirica di circostanza in lingua d’oc in memoria di Giovanni di Cucagna scritta e musicata da un anonimo menestrello legato alla corte del patriarca Gregorio di Montelongo (Cividale del Friuli, Archivio Capitolare, 1484, Capitolo, San Marco di Rubignacco).

1286, Aquileia. Attorno a questa data fu realizzata per il Capitolo una Bibbia in cinque volumi, le cui iniziali miniate rivelano un rapporto inequivocabile con la miniatura veneziana contemporanea (Gorizia, Biblioteca del Seminario Teologico, 4).

1300. Bonifacio VIII indice il giubileo.

1301 febbraio 19, Udine. Il patriarca Pietro da Ferentino muore e viene sepolto nella pieve del castello di Udine. In un Salterio e innario di origine padovana in uso nella stessa pieve sono registrate le disposizioni testamentarie del patriarca (Udine, Biblioteca arcivescovile, cod. 92).

1334. Bertrand de Saint-Geniès († 1350) eletto patriarca di Aquileia. Intensa fu la sua attività a favore del patriarcato e del Friuli sul piano politico, religioso e culturale. Alcuni libri francesi di autori friulani, quali l’Itinerarium di Odorico da Pordenone o la Compilatio historiarum totius Bibliae di Giovanni da Mortegliano, testimoniano l’interesse europeo per alcuni libri prodotti in Friuli in questo periodo.

1348-1349, Udine. Vitale da Bologna lavora agli affreschi del duomo. La decorazione di un Graduale realizzato per il capitolo di Udine è stata messa in relazione alla presenza in città del maestro bolognese (ACU, 29, 25, 23 e 19).

1350 giugno, 6. Assassinio di Bertrando da Saint-Geniès, patriarca di Aquileia. Sul foglio di guardia di un Lezionario dell’abbazia di Moggio attualmente conservato nella Biblioteca patriarcale di Udine si fa memoria del suo assassinio (Biblioteca patriarcale, cod. 50).

1354 ottobre 14, Udine. In occasione della visita alla città di Carlo IV di Lussemburgo, il fratello Nicolò patriarca di Aquileia dona all’imperatore due fascicoli del vangelo “autografo” di san Marco. (Praga, Archiv Pražského hradu [Knihovna Metropolitní Kapitoly], Cim. 1).

1378. Ha inizio lo Scisma della Chiesa d’Occidente (1378-1417) con una duplice elezione al soglio pontificio.

1381. Philippe d’Alençon, patriarca di Aquileia (1381-1387).

1381, Bologna. Giovanni del fu Andrea da Gemona, studente a Bologna, copia un manoscritto di Valerio Massimo (Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Vat. Lat. 1918).

1399, Cividale. Uno studente della scuola cividalese di Gentile Belloli da Ravenna copia un codice delle Tragedie di Seneca attualmente conservato a Oxford (Bodleian Library, Canon. Class. Lat. 88).

1402, Bologna. Uno studente friulano, Giovanni Berto, realizza uno splendido codice d’apparato copiando la Tebaide di Stazio. (Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Arch. Cap. S. Pietro H. 15).

1402 febbraio 27. Papa Bonifacio IX (Perrino Tomacelli) conferisce il patriarcato di Aquileia ad Antonio Pancera di Portogruaro.

1408 giugno 13, Lucca. Gregorio XII depone il patriarca Pancera.

1409 marzo. Gregorio XII notifica la nomina di Antonio da Ponte, già vescovo di Concordia, a nuovo patriarca.

1409. Papa Gregorio XII convoca a Cividale un concilio ecumenico per la riunificazione della Chiesa dilaniata dallo scisma. Testimoniano la breve presenza di papa Gregorio alcuni frammenti di rotolo con l’elenco degli scrittori papali e altri frammenti arsnovistici composti dai maestri della cappella papale Renzo da Pontecorvo, Filippotto da Caserta e Antonio detto Zachara da Teramo (Udine, Archivio di Stato, frammenti 000).

1411 giugno 5. Giovanni XXIII nomina cardinale Antonio Pancera, che dopo qualche mese lascerà definitivamente il Friuli rinunciando al patriarcato.

1411 novembre. Le truppe dell’imperatore Sigismondo invadono il Friuli.

1412 luglio 6, Aquileia. Ludovico di Teck è eletto patriarca con l’appoggio dell’imperatore. Negli anni immediatamente successivi furono scritti e miniati per lui presso il castello di Udine alcuni codici liturgici, due dei quali sono ora conservati nella Biblioteca patriarcale di Udine (Biblioteca patriarcale, codd. 93 e 94).

1414, Padova. Francesco Squarani da Venzone, allora studente, copia alcuni testi scolastici in casa del canonista Domenico da Ponte da Venezia. (Treviso, Bibliotaca Comunale, 156).

1417, Costanza. Elezione di Martino V (Oddone Colonna) e fine dello scosma d’Occidente.

1417-1418, Costanza. Antonio Pancera, già patriarca di Aquileia, compila un’ampia raccolta di documenti (Codice diplomatico) al fine di testimoniare le lotte in difesa del patriarcato e gli interventi nella politica generale della Chiesa (S. Daniele del Friuli, Biblioteca civica Guarneriana, Guarneriano 220).

1419. Antonio Baldana “Utinensis legum studens” compone il De magno schismate, dedicandolo a Martino V (Parma, Biblioteca Palatina, cod. 1194). Nell’opera, scritta in prosa e in versi in uno “stilus multiformis” e accompagnata da una trentina di disegni a penna acquarellati, si narrano i principali avvenimenti dello scisma d’Occidente fino all’elezione di Martino V e ai primi due anni del suo pontificato.

1420 giugno 6, Udine. Le truppe veneziane entrano in città ponendo fine di fatto allo stato patriarcale.

1420 giugno 24, Venezia. L’autografo del vangelo di Marco, sottratto ad Aquileia, viene riposto solennemente nel tesoro della Basilica marciana (Venezia, Tesoro della Basilica di San Marco).

1426. La profonda crisi religiosa e le aspettative di rinnovamento di questo periodo trovano riscontro in un testo di Telesforo da Cosenza di ascendenza gioachimitica, in cui si parla dell’avvento dell’Anticristo, dell’attesa del Papa angelico e della ripartizione della storia ecclesiastica per scismi successivi. A San Daniele del Friuli si conserva copia di questo Libellus realizzata nel 1426 (Biblioteca Guarneriana, cod. 264).

1427-1431, Roma. Guarnerio d’Artegna soggiorna a San Biagio della Pagnotta presso l’abitazione del cardinale Antonio Pancera, quale suo familiare.

1431 luglio 3, Roma. Morte del cardinale Antonio Pancera. Guarnerio d’Artegna acquisirà in seguito dagli eredi alcuni splendidi codici della raccolta libraria del cardinale, tra cui la splendida Bibbia”bizantina” e le Sentenze di Pietro Lombardo a suo tempo commissionato dal cardinale Ardizzone Rivoltella (San Daniele del Friuli, Biblioteca Guarneriana, codd. 3 e 42)

1431 luglio 23, Basilea. Apertura del concilio.

1434 settembre 29, Basilea. Il patriarca di Aquileia Ludovico di Teck fa affiggere alla porta del duomo di Basilea un “monitorium” contro la Repubblica di Venezia, che viene minacciata di scomunica e interdetto nel caso non restituisca entro breve termine il Friuli e l’Istria al patriarca.

1435 dicembre 23, Basilea. Il concilio scomunica il doge e i reggenti veneziani e lancia l’interdetto alla città.

1436 gennaio 10, Aquileia. Guarnerio d’Artegna, divenuto canonico di Aquileia, completa un codice delle Commedie di Plauto (Biblioteca Guarneriana, cod. 54).

1437. Eugenio IV scioglie il concilio di Basilea. Morte dell’imperatore Sigismondo.

1438. Il concilio è trasferito a Ferrara (5 aprile-28 dicembre), quindi a Firenze.

1438-1439. Concilio di Ferrara-Firenze. Vi partecipano anche diversi friulani, ecclesiastici e laici, tra cui Giacomo da Udine e Guarnerio d’Artegna. Qui Giacomo, nel giorno in cui fu sancita la riunificazione della Chiesa d’Occidente con la Chiesa orientale (6 luglio 1439), sottoscrive la copia di un codice di Lattanzio (Paris, Bibliothèque Nationale, lat. 2968).

1439 agosto 19, Basilea. Il patriarca Ludovico di Teck muore durante la peste.

1439 dicembre 19, Firenze. Papa Eugenio IV (Gabriele Condulmer) nomina Ludovico Trevisan patriarca di Aquileia (1439-1465).

1439, Lavariano (Udine). Nicolò di Giorgio da San Vito al Tagliamento, canonico di Udine e pievano di Lavariano, copia per Guarnerio una raccolta di opere ciceroniane (Biblioteca Civica Guarneriana, cod. 61). Dei sette codici copiati da Nicolò per Guarnerio, cinque sono datati espressamente a Lavariano.

1440 circa, Firenze. Silloge delle Vite parallelae di Plutarco, in versione latina, copiata per Ludovico Trevisan, patriarca di Aquileia (Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Pal. Lat. 918)

1440 febbraio 29, Udine. Giovanni Fontana, medico e architetto, completa il suo trattato De trigonio balistario dedicandolo a Domenico Bragadin, lettore di matematica nella scuola di San Marco di Venezia (Oxford, Bodleian Library, Canon. Misc. 47). Nel trattato si descrive uno strumento di misurazione trigonometrica, considerato come un prototipo del sestante.

1441, Firenze. Sempre durante il concilio, il canonico Giacomo da Udine copia un codice di Cicerone, che poi lascerà al convento udinese di San Francesco. Il codice conoscerà una lunga trafila di passaggi di proprietà prima di approdare alla Bodleian Library, dove ora è conservato (Oxford, Bodleian Library, Bywater Add. 1).

1441, febbraio 2, Udine. Guarnerio d’Artegna, divenuto canonico di Udine, completa un De officiis di Cicerone (Biblioteca Civica Guarneriana, cod, 69).

1442, Udine. Guarnerio d’Artegna, canonico di Udine, copista di un codice con testi di Floro e di Livio (Biblioteca Civica Guarneriana, cod, 71).

1442, Aquileia. Giacomo da Udine copia un codice di Boezio, ora Paris, Arsenal, 964.

1445 giugno 10, Venezia. Sottoscrizione dell’accordo che pone fine al contenzioso tra il patriarca di Aquileia e la Repubblica. Al patriarca rimarrà la giurisdizione ecclesiastica sul patriarcato e la giurisdizione feudale sulla città di Aquileia e sui castelli di San Vito al Tagliamento e di San Daniele del Friuli.

1446-1454. Guarnerio d’Artegna, è nominato vicario sostituto del patriarca di Aquileia.

1448 luglio-1449 giugno. Francesco Barbaro, luogotenente della Patria del Friuli.

1448-1452. Alcuni copisti della scuola udinese di notariato copiano per Guarnerio una miscellanea di opere varie che ebbero grande diffusione nell’Umanesimo quattrocentesco (Biblioteca Civica Guarneriana, cod, 102).

1450, Udine. Giovanni Belgrado, figlio del dottore in decreti Antonio, copia alcuni testi umanistici nella scuola di Giovanni da Spilimbergo (Biblioteca Civica Guarneriana, cod. 228).

1450. Nel De civitate Dei di Agostino, commissionato dal vicario patriarcale Guarnerio d’Artegna, fa la sua prima comparsa la tipica decorazione a ‘cappio annodato’, che si ritrova anche in altri codici della raccolta guarneriana realizzati in questo periodo (Biblioteca Civica Guarneriana, cod. 8)

1451. Soppressione del patriarcato di Grado e trasferimento della sede patriarcale gradese a Venezia.

1453-1456, Udine. Giovanni Belgrado, studente di notariato nella scuola di Udine, copia per Guarnerio d’Artegna il De bello Italico adversus Gothos di Leonardo Bruni (Oxford, Bodleian Library, Canon. Misc. 551).

1456, Udine. Battista da Cingoli, copista di professione al servizio di Guarnerio, copia un codice di Virgilio per Girolamo Barbarigo, luogotenente della Patria del Friuli (Wien, Österreichische Nationalbibliothek, Pal. lat. 39).

1456. Guarnerio d’Artegna, non più vicario patriarcale, trasferisce definitivamente la sua residenza da Udine a San Daniele del Friuli, dove è diventato pievano. In tale occasione compila un primo inventario della sua biblioteca.

1456, San Daniele del Friuli. Battista da Cingoli copia per Guarnerio la Naturalis Historia di Plinio (Paris, Bibliothèque Nationale, Par. lat. 9325). Negli stessi anni (1456-1461) viene realizzata anche copia delle Storie di Tito Livio (Paris, Bibliothèque Nationale, lat. 8954) e delle dodici commedie ‘nuove’ di Plauto, esemplate sempre per Guarnerio da Nicolò de Collibus, studente di notariato a Udine (Biblioteca Civica Guarneriana, cod. 53).

1458, Udine. I minori osservanti del convento di San Francesco della Vigna sono chiamati a restituire alla confraternita di Santa Maria del Castello i codici ad essa lasciati dal patriarca Ludovico di Teck.

1459-1460 circa. Il calligrafo padovano, Bartolomeo Sanvito (1435-1511), che ebbe come clienti, oltre ai Gonzaga, Marcantonio Morosini di Venezia e il patriarca di Aquileia Ludovico Trevisan, copia il volgarizzamento italiano della prima decade delle Storie di Tito Livio (Udine, Seminario Arcivescovile, Biblioteca ‘P. Bertolla’, Fondo Cernazai 421)

1461, Gemona. Uno studente della scuola di maestro Nicolò di Iacopo da San Daniele copia il De consolatione philosophiae di Boezio (Biblioteca civica Guarneriana, cod. 125).

1462. Creazione della diocesi di Lubiana, che incorpora una parte di territorio già appartenente al patriarcato di Aquileia.

1466 ottobre 10, San Daniele del Friuli. Muore Guarnerio d’Artegna, che lascia alla chiesa di San Michele «tutti i suoi libri che si ritrovava havere con obligo alla chiesa di far fabricare il loco honesto et condecente una libraria, et in quella tutti l’istessi libri ponere, con sue catene ligati et ivi conservarli».

1466, Cividale del Friuli. Il cividalese Nicolò Claricini senior copia un codice della Divina Commedia (Padova, Biblioteca Civica, C. M. 937).

1471-1487. Pietro Barozzi dedica il suo De ratione bene moriendi a Marco Barbo, cardinale di San Marco e patriarca di Aquileia (Oxford, Boleian Library, Lyell 81).

1494-1497. Copia di dedica al patriarca Nicolò Donà dei Carmina di Quinto Emiliano Cimbriaco (New Haven, Yale University, Beinecke Rare Book and Manuscript Library, Marston 161).

1499. Ultima incursione turca in Friuli, che provocò circa 10.000 vittime.

1501. Giovanni de Cramariis porta a compimento uno dei più sontuosi libri corali di Spilimbergo (Spilimbergo, Archivio parrocchiale, 3). L’intera serie dei libri corali del duomo fu eseguita tra 1494 ed il 1507.

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