Messale Pancera

  • Sec. XV in. (f. 297v, colophon: 24 luglio 1400); membr.; mm 210 × 145; ff. 296.
  • Blackburn, Museum and Art Gallery, Hart. Ms 20918

Il copista Johannes de Berlandia afferma di aver completato la scrittura del Messale il 24 luglio 1400 nell’Abbazia di Trisulti (Frosinone). Le numerosissime iniziali filigranate a penna e inchiostro sono invece state attribuite al copista e calligrafo Stefano dell’Aquila, anch’egli attivo a Roma negli stessi anni e nello stesso contesto.
Il ricco apparato miniato, che comprende una Crocifissione a piena pagina (f. 142v), che affianca l’incipit del Te igitur, sottolineato da una grande iniziale istoriata contenente il Compianto su Cristo morto (f. 143r), oltre a 50 iniziali istoriate più piccole e 177 iniziali decorate, è stato realizzato da una bottega di miniatori attivi a Roma all’inizio del XV secolo per Bonifacio IX (1389-1404) e per la sua corte. Il Calendario è riccamente illustrato, ma ha perduto il foglio con gennaio e febbraio e i due fogli che precedevano l’incipit con la Praeparatio missae e quello all’inizio del Messale.
In tre diversi punti del Messale di Blackburn (ff. 2r, 142v, 143r) è stato inserito lo stemma di Antonio Pancera (1350/60-1431), patriarca di Aquileia (1402-1411). La vicinanza di Pancera con Bonifacio IX, di cui il prelato fu segretario, rende verosimile che il codice sia stato realizzato per lui.
La presenza del grande cappello rosso che sormonta lo stemma, indurrebbe a datare l’apparato illustrativo a una certa distanza dalla scrittura del codice, visto che Pancera fu nominato cardinale solo nel 1411, tuttavia è possibile che Pancera abbia fatto aggiornare il proprio Messale dopo la nomina a cardinale, facendo inserire il cappello rosso sopra gli stemmi dei ff. 142v-143r; in tale occasione sarebbero stati miniati anche il cappello e lo stemma a f. 2r.
Il Messale di Blackburn, appartenuto ai duchi di St. Albans, venne acquistato da Robert Edward Hart (1878-1946) a Londra da Robinson (William H. Robinson, Ltd, booksellers, Pall Mall, London) ed è pervenuto insieme alla collezione Hart, per testamento, al Museum and Art Gallery di Balckburn.

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