L’antifona Cum rex gloriae Christus

Cividale del Friuli, Museo Archeologico Nazionale, Archivi e Biblioteca, cod. CI

Benché l’antifona pasquale Cum rex gloriae Christus risulti estranea al repertorio liturgico romano, essa appare caratterizzata da un’ampia diffusione – che coinvolge, tra gli altri, numerosi codici aquileiesi – ed è stata studiata da molteplici punti di vista: per la provenienza, per il contenuto testuale, per la funzione rituale e per la veste musicale. Il cosiddetto canticum triumphale, infatti, è collocato in diverse occasioni celebrative, e in seguito è stato anche oggetto di tropatura.

Se all’inizio del Novecento Angelo De Santi aveva attirato l’attenzione sull’uso di tale antifona nella basilica di Aquileia, in tempi più recenti è stato Kolumban Gschwend a supporre che proprio Aquileia fosse stata il centro di irradiazione del Cum rex gloriae in stretto connubio con il rito dell’Elevatio crucis et hostiae. Nel Processionale Aquileiese conservato nella Biblioteca del Seminario di Udine (fondo ex Capitolare, cod. 7, sec. XIV) il brano compare per ben tre volte, ma è riportato completamente in notazione quadrata soltanto nell’ambito dell’azione liturgica del mattino del giorno di Pasqua, nella processione che, dopo il canto del mattutino, partiva dal coro e si dirigeva verso le porte della basilica, all’esterno delle quali compiva una statio fino al termine del canto dell’antifona. Questa la rubrica successiva al mattutino: «Quibus finitis, disposita processione ut supra, chorarii incipiant antiphonam Cum rex glorie infrascriptam et sic cantando exeant de ecclesia et eant usque in porticum basilice ante valvas principales et ibi morant donec compleverint totam antiphonam Cum rex glorie Christus» (f. 41r).

Secondo Gilberto Pressacco la collocazione liturgica di questa antifona «al termine della “grande notte”, al mattino del giorno di Pasqua, prima della Visitatio sepulchri, all’interno del rito dell’Elevatio costituisce l’unico modo che alcune Chiese hanno conservato per ricordare uno dei dogmi più importanti e meno celebrati della dottrina cristiana: la discesa di Cristo agli inferi»; tale tema è invece cruciale nella teologia e nella spiritualità delle chiese orientali, al punto da essere assunto nel mondo bizantino quale tipica rappresentazione iconografica della Pasqua.

L’esecuzione qui proposta è tratta dal compact disc Visitatio. Holy Week in Cividale del Friuli, New London Consort, Philip Pickett, Editions de L’Oiseau-Lyre – Decca, 1998.

Cum rex gloriæ Christus

infernum debellaturus intraret,
et chorus angelicus
ante faciem eius portas principum
tolli præciperet
sanctorum populus qui tenebatur in morte captivus
voce lacrymabili clamaverat:
Advenisti desiderabilis
quem expectabamus in tenebris,
ut educeres hac nocte vinculatos de claustris.
Te nostra vocabant suspiria,
te larga requirebant lamenta,
tu factus es spes desperatis,
magna consolatio in tormentis. Alleluia.

Traduzione: «Quando Cristo, re della gloria, entrò nell’inferno per debellarlo, e il coro degli angeli diede ordine di scardinare davanti a lui le porte dei principi, il popolo dei santi che era tenuto prigioniero nella morte gridava con voce straziante: sei giunto, o desiderato, atteso da noi nelle tenebre, per liberare in questa notte i prigionieri dalle catene. Te invocavano i nostri sospiri, te bramavano i continui lamenti, tu sei divenuto speranza per i disperati, somma consolazione nei tormenti. Alleluia».

Bibliografia minima: Angelo De Santi, Il mattino di Pasqua nella storia della liturgia, in «Civiltà cattolica», 58 (1907), pp. 3-22; Gilberto Pressacco, L’antifona “Cum rex gloriae Christus” del processionale aquileiese, in Cantus planus, Papers read at the 6th Meeting Eger Hungary 1993, a cura di L. Dobszay, Budapest 1995, vol. II, pp. 561-572; Giacomo Baroffio – Eun Ju Kim, Proposte liturgico-musicali occidentali di testi patristici latini e greci, in Leggere i Padri tra passato e presente, Atti del Convegno internazionale di studi (Cremona, 21-22 novembre 2008), a cura di Mariarosa Cortesi, Firenze 2010, pp. 70-72.

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