Graduale aquileiese

  • Sec. XIII; membr.; mm 165 × 108; ff. V, 257, V’. Notazione quadrata su tetragramma rosso.
  • Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Ross. 76 (già VIII 18)

L’origine aquileiese del manoscritto è ampiamente documentata da una serie di costanti liturgiche tipiche di Aquileia e dalla presenza dei patroni Ermacora e Fortunato.

Il graduale si articola nelle seguenti sezioni: temporale dall’avvento alla XXIII domenica dopo Pentecoste (f. 1r); messe dei defunti (f. 145v); santorale da santa Lucia (13 dicembre) a san Nicola (6 dicembre); messe votive della Madonna con canti dell’ordinario (f. 148v); comune dei santi; alleluia (f. 193v); tropario (f. 199r); kyriale con tropi (f. 200r); sequenziario (f. 210v). L’origine aquileiese del graduale Rossiano 76 è confermata dalla serie degli Alleluia delle domeniche dopo Pentecoste e dai formulari dei santi locali (Ellaro e Taziano, Ermacora e Fortunato). Anche il repertorio dei tropi e delle sequenze ha molti canti in comune con altre fonti aquileiesi. Evidente è l’influsso del mondo germanico, che si riscontra in diversi particolari: si veda ad esempio l’antifona Fulgentibus palmis cantata nella domenica delle palme, che in base alle ricerche storico-liturgiche, si può attribuire alla tradizione transalpina. Degna di nota è anche la differenza tra le tradizioni di Aquileia e di Cividale: la prima trasporta la melodia con inizio dal sol e presenta la variante palmis invece di ramis. Dallo stesso ambiente transalpino l’area friulana dovrebbe aver recepito l’inno processionale (Magno/ um salutis gaudio/um), che canta la storia degli avvenimenti intorno all’entrata trionfale di Gesù a Gerusalemme.

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Il foglio 101r

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