Descrizione del progetto

Raccolta multimediale dei manoscritti prodotti e circolanti nel Friuli medievale che nasce dal volume a stampa “I libri dei patriarchi”. Vengono pubblicati i contenuti e i materiali raccolti.

I patriarchi di Aquileia hanno contrassegnato in modo significativo non solo la storia politica e istituzionale del Friuli, ma anche le vicende culturali e artistiche di questa terra che conserva tracce indelebili della loro presenza a cominciare da alcuni monumenti che sono ormai considerati da tutti patrimonio culturale dell’umanità: la basilica di Aquileia, la basilica di Grado, le testimonianze dell’arte longobarda di Cividale fino ad arrivare agli affreschi di Giambattista Tiepolo nel palazzo patriarcale di Udine e alla istituzione settecentesca della Biblioteca patriarcale.

Con il progetto “I libri dei patriarchi”, che ha portato nel 2014 alla pubblicazione di un volume frutto di lunghi anni di ricerca, si è voluto ricostruire un profilo della cultura scritta del Friuli medievale da una particolare angolatura: quella dei libri manoscritti prodotti o comunque circolanti in regione nell’età di mezzo. Molti di questi libri sono fortunatamente ancora conservati in alcune prestigiose biblioteche locali; parecchi altri sono andati dispersi nel corso del tempo nelle biblioteche di mezza Europa e più recentemente degli Stati Uniti d’America. Un’accurata investigazione scientifica condotta nell’ambito dell’Università di Udine ha consentito di individuare e rimettere insieme idealmente questo patrimonio straordinario e di presentarlo ora in un portale web dal titolo «I libri dei patriarchi 2.0. Un percorso multimediale nella cultura scritta del Friuli medievale». La scelta di un percorso multimediale vuole stimolare e sollecitare un pubblico molto più ampio rispetto a quello rappresentato dalla ristretta cerchia degli studiosi e degli specialisti della materia. Lo scopo precipuo è quello di attivare dinamiche volte alla promozione del turismo culturale, alla divulgazione scientifica e alla rivalutazione del territorio regionale sul piano culturale attraverso la valorizzazione di un patrimonio codicologico antico, di ineguagliabile valenza storica, documentaria e artistica.
Il volume a stampa I libri dei patriarchi (2014), edito dalla Deputazione di Storia patria per il Friuli e dall’Istituto Pio Paschini di Udine a cura di Cesare Scalon, rappresenta il punto di partenza per una rilettura in forma multimediale degli ampi materiali in esso raccolti al fine di amplificare la evidente chiave di lettura interdisciplinare dell’opera che già di per sé interseca numerosi percorsi: quello storico, quella più propriamente codicologico, quello documentario, spaziando anche sulle evidenze artistiche espresse dalle splendide miniature conservate nei codici presi in esame, non perdendo mai di vista una costante interrelazione con i piani sociali e antropologici di una società, quella friulana appunto, colta nel suo divenire in un ventaglio di secoli che coprono un millennio: dall’Evangeliario di san Marco, scritto fra V e VI secolo, ai manoscritti umanistici quattrocenteschi di Guarnerio d’Artegna.

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