Paolo Diacono, Historia Langobardorum

  • IX2/4 sec.; membr.; mm 220 × 152; ff. 96.
  • Cividale del Friuli, Museo Archeologico Nazionale. Archivi e Biblioteca, codice XXVIII

Il codice, scritto probabilmente a Cividale, è uno dei più antichi testimoni dell’Historia Langobardorum.

A Cividale si trova ora uno dei più antichi codici carolingi di possibile origine friulana, l’Historia Langobardorum della Biblioteca Capitolare, databile alla prima metà del IX secolo. Di esso il paleografo tedesco Bernhard Bischoff parlò come di una testimonianza «dal carattere chiaramente regionale», forse riferendosi alle particolarità grafiche che lo rendono difficilmente confrontabile con la coeva produzione di altri centri scrittori italosettentrionali e semmai più prossimo a certi prodotti oltralpini, di scriptoria bavaresi. Prima e dopo del Bischoff, anche la storiografia locale dal canto suo ha avuto buon gioco a considerare questa copia della più celebre – e di maggiore interesse regionale – opera di Paolo Diacono il prodotto di uno scriptorium friulano. Il manoscritto fu tenuto in grande considerazione dagli studiosi tedeschi che sul finire dell’Ottocento curarono per la collana dei Monumenta Germaniae Historica l’unica edizione completa tuttora disponibile dell’opera di Paolo Diacono: l’antichità – databile su basi paleografiche a meno di cinquant’anni dalla morte del suo autore, è uno dei tre più antichi testimoni dell’Historia Langobardorum attualmente conosciuti – e la sostanziale correttezza del testo riportato gli valsero il primo posto nell’elenco dei codici censiti e utilizzati per l’edizione.

 

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