Antonio Tebaldeo, Rime

  • Sec. XV fine; membr.; mm 245 × 165; un foglio
  • Udine, Archvio di Stato, frammento 72

Grande fortuna letteraria e un consumo vorace da parte del pubblico ebbero queste rime conservate in un frammento udinese del notaio Nicolò di Giorgio di San Daniele del Friuli.

Il poeta ferrarese Antonio Tebaldeo (1463-1537), prolifico poeta di corte e cultore del petrarchismo, visse tra Ferrara, Mantova e Roma, dove morì. Dalla comparsa dell’‘editio princeps’ a Modena nel 1498, dedicata a Isabella d’Este e allestita dal cugino Iacopo all’insaputa dell’autore, si susseguirono più edizioni a stampa. I numerosi manoscritti conservati e le edizioni a stampa sono l’indice di una grande fortuna letteraria, destinata però a spegnersi nel volgere di pochi decenni. Anche il frammento udinese sembra avere goduto di vita breve. Proviene dal notaio Nicolò di Giorgio di San Daniele del Friuli, che utilizzò il foglio nel 1506. In data 10 settembre 1506 di edizioni a stampa delle rime del Tebaldeo raccolte sotto il titolo Opere oppure Sonetti, capituli et egloge ne erano già uscite nove. Un vero best seller, che agli occhi di un appassionato fruitore finiva col rendere datato e poco godibile un vecchio foglio manoscritto.

XI_10_Frammento_72_1R

Il f. 1r del frammento 72

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